- Settore
- Servizi sociali e sanitari
- Genere
- Donna
- Base legale
- Legge federale sulla parità dei sessi
- Parole chiave giuridiche
- Parità salariale • Valutazione del lavoro • Azione collettiva
- Ambito
- Diritto pubblico
- Decisioni
- 8 Decisioni 2003 - 2011
- Decisione passata in giudicato
- sì
Parità salariale per infermiere, ostetriche, assistenti di laboratorio, assistenti di sala operatoria e assistenti di radiologia
DTF 2P.78/2005 del 21.7.2005 (ricorso di diritto pubblico)
Art. 9 e 30 Cost, 6 CEDU; 13 cpv. 5 LPar - istruttoria, indipendenza di un perito; gratuità anche della procedura concernente questioni procedurali - personale settore sanitario S. Gallo fa valere discriminazione rispetto al personale di polizia Ricorso contro ordinanza sulle prove - nomina del perito. Le ricorrenti contestano l'indipendenza, la neutralità e la qualifica del perito, collaboratore dell'università e pertanto formalmente dipendente della controparte, cioè del Cantone. Ricusa (mancata indipendenza): ricorso respinto; risponde nei confronti dell'università e non è tenuto ad eseguire le istruzioni del Cantone e a salvaguardarne gli interessi. Qualifica: valutazione non arbitraria; competenza del perito potrà essere discussa nell'ambito di un eventuale gravame contro la decisione finale. Procedura gratuita, art. 13 cpv. 5 LPar: gratuità della procedura anche per questioni procedurali e nell'ambito di ricorsi contro decisioni incidentali. Pubblicazione della sentenza sul sito del Tribunale federale (www.bger.ch)
Categorie: Retribuzione, Gratuità procedura, LPar, Cost, Settore sanitario, CEDU, Procedura vari
DTF 136 II 393 (8C_78/2009) del 31.08.2010 (ricorso di diritto pubblico)
Art. 8 cpv. 3 cost; art. 3 e 6 LPar - classificazione funzioni- professioni infermieristiche SG Il solo fatto che il datore di lavoro interessato non operi simili discriminazioni per altri tipi di impieghi esercitati in maniera preponderante da donne o in uguale proporzione da donne e uomini non costituisce ancora un motivo oggettivo atto a rovesciare la presunzione di una discriminazione salariale - riconducibile a una disparità di retribuzione riconosciuta dal datore di lavoro nel caso di specie - fondata sul sesso (consid. 11). Ricapitolazione dei motivi oggettivi per una diversa retribuzione: motivi che influiscono sul valore del lavoro quali formazione, anzianità, qualifica, esperienza, ambito concreto di lavoro, prestazioni, nella misura in cui influiscono sul risultato del lavoro, oppure rischi; motivi di tipo sociale quali compiti famigliari ed età; fattori esterni quali la situazione congiunturale nella misura in cui la sua presa in considerazione corrisponde ad un'esigenza aziendale effettiva (consid. 11.3). Una discriminazione non può essere motivata con un'altra. In altre parole, una discriminazione salariale tra uomini e donne può essere data anche se il datore di lavoro tratta in modo dispari tra di loro impiegati dello stesso sesso. Se non fosse così, sarebbe sufficiente che il datore di lavoro tratti diversamente tra di loro dipendenti dello stesso sesso per prevenire ogni rimprovero di discriminazione dovuta al sesso (consid. 11.3). Pubblicazione della sentenza sul sito del Tribunale federale (www.bger.ch) (DTF 136 II 393) La sentenza integrale contiene anche un riassunto della giurisprudenza per quanto riguarda: - la valutazione delle funzioni (consid. 4.2) - i sistemi di valutazione (consid. 5.1) - il concetto di funzione femminile/maschile (consid. 5.2) - analisi funzionale semplificata (Vereinfachte Funktionsanalyse) e professioni di paragone (consid. 7-8) Per il seguito v. anche DTF 8c_1012/2010 del 31.3.2011Sentenza integrale (comprese le parti non pubblicate sotto DTF 136 II 393)
Categorie: Retribuzione, LPar, Cost, Settore sanitario, Onere della prova, LPar art. 3, LPar art. 6, Motivi oggettivi, Gruppo di paragone
DTF 8C_1012/2010 del 31.3.2011 (ricorso di diritto pubblico)
Il Tribunale federale, con sentenza 8C_78/2009 del 31.8.2010 (DTF 136 II 393), aveva rinviato la vertenza al Tribunale cantonale, indicando i punti da verificare. Con decisione 9.11.2010, il Tribunale cantonale rinvia il tutto al Consiglio di Stato invitandolo a rivalutare la propria decisione alla luce di questa sentenza e a indicare se rifiuta o riconosce parzialmente le pretese fatte valere. Il tribunale amministrativo non poteva delegare la direzione del processo all'autorità inferiore (Consiglio di Stato), neppure transitoriamente. Deve invece raccogliere le posizioni delle parti alla luce delle indicazioni date dal TF, ma non può chiedere al CdS di prendere una nuova decisione, perché ciò significa delegare la direzione del processo e costituisce ritardata giustizia. Pubblicazione della sentenza nel sito del Tribunale federale (www.bger.ch)
Categorie: Settore sanitario, Retribuzione, Ritardata giustizia, LTF
Sviluppo del procedimento
Das Verwaltungsgericht weist Klagen ab
Das Verwaltungsgericht weist sämtliche Beanstandungen der Klägerinnen zum Gutachten ab. Auf der Grundlage des Gutachtens entscheidet es, dass die Klagen des technisch-medizinischen Personals unbegründet seien. Zu den Berufsgruppen der Krankenschwestern DN 2 und der Hebammen stellt es fest, dass diese mit Blick auf das allgemeine Gleichbehandlungsgebot zu schlecht entlöhnt seien. Das ergebe sowohl der Vergleich mit den Polizisten und Rettungssanitätern wie auch jener mit den drei Berufsgruppen der RTA, TOA und LMED. Das Gericht könne jedoch nur überprüfen, ob eine geschlechtsbedingte Diskriminierung vorliege.
Das Verwaltungsgericht weist die Klagen der Radiologie- und Operationsassistentinnen und Laborantinnen und deren Verbände als unbegründet ab. Für die beiden Berufsgruppen der Krankenschwester DN 2 und Hebamme sieht es einen Verstoss gegen das allgemeine Gleichbehandlungsgebot, weist jedoch die Klagen wegen geschlechtsbedingter Lohndiskriminierung ab.
Verwaltungsgericht Kanton St. Gallen, VG K 200 3/7-16
Das Bundesgericht heisst Beschwerde gut
Das Bundesgericht hält fest, dass es nicht in die Bewertung selber eingreifen könne, sondern nur beurteile, ob diese geschlechtsdiskriminierende Auswirkungen haben könnte. Zu den beanstandeten Mängeln in Bezug auf die ausgewählten Berufe verweist es auf die Abweisung der Rüge durch das Bundesgericht. Es stellt aber fest, dass die Vorinstanz beim Kriterium K4 eine höhere Einstufung im Vergleich mit den Polizisten rechtfertige, dann aber nicht erkläre, warum die zu tiefe Einreihung nicht geschlechtsdiskriminierend sein soll. Auch sei nicht plausibel, warum Ungleichheiten innnerhalb weiblich dominierter Berufe eine geschlechtsspezifische Diskriminierung ausschliesse. Der Arbeitgeber könne nicht eine Diskriminierung durch eine andere rechtfertigen (BGE 127 III 207). Somit sei eine Lohndiskriminierung auch möglich, wenn der Arbeitgeber die Angestellten des gleichen Geschlechts ungleich behandle. Dem Kanton sei es nicht gelungen, den Beweis zu erbringen, dass die Klägerinnen nicht aufgrund ihres Geschlechts diskriminiert wurden. Das Gericht weist die Beschwerde an die Vorinstanz zurück. Diese müsse eine nicht diskriminierende Lohnklasse festlegen und die Vergleichsbasis überprüfen.
Das Bundesgericht heisst die Beschwerde der beiden Berufsgruppen Pflegefachleute und Hebammen gut. Der Kanton muss ihnen 21'520 Franken an die Parteikosten bezahlen.
Bundesgericht, 8C_78/2009
Das Bundesgericht heisst Beschwerde gut
Das Verwaltungsgericht seinerseits beantragt, auf die Beschwerde nicht einzutreten. Der Kanton St. Gallen wiederum beantragt die Sistierung des bundesgerichtlichen Beschwerdeverfahrens bis zum Abschluss der aktuell zwischen den Parteien stattfindenden Vergleichsgespräche.
Das Bundesgericht lehnt in ihrem Entscheid vom 31. März 2011 ab, das Verfahren bis zum Ergebnis der Verhandlungen zu sistieren, da dies zu weiteren Verfahrensverzögerungen führen würde. Ausserdem stellt es fest, dass der Rechtsakt des Verwaltungsgerichts vom November 2009 als blosse „Mitteilung“ und nicht als „Entscheid“ zu qualifizieren ist, womit es die Rechtsverzögerungsbeschwerde als zulässig beurteilt und auf die Beschwerde eintritt.
Das Bundesgericht weist das Sistierungsgesuch des Beschwerdegegners ab. Es heisst die Beschwerde der Beschwerdeführenden gut, weil es in der Mitteilung des Veraltungsgerichts eine Verzögerung sieht und weist das Verwaltungsgericht St. Gallen an, den „Entscheid“ vom 9. November 2010 ausser Acht zu lassen und entsprechend seiner Erwägungen im Entscheid vom 31. August 2010 zu verfahren. Ausserdem muss der Kanton St. Gallen die Gerichtskosten von CHF 2'000 tragen und die Beschwerdeführerinnen und –führer mit CHF 3'000 für das bundesgerichtliche Verfahren entschädigen.
Bundesgericht 8C_1012/2010; siehe auch Zeitungsartikel Blick