Bilancio intermedio: analisi della parità salariale insufficienti
Più della metà delle aziende non rispetta l'obbligo di eseguire un’analisi della parità salariale. È quanto emerge da un rapporto dell’Ufficio federale di giustizia (UFG) di cui il Consiglio federale ha preso atto nella seduta del 7 marzo 2025. L’Esecutivo intende quindi valutare l'efficacia della legge federale sulla parità dei sessi (LPar) già entro la fine del 2027.
Il principio costituzionale del salario uguale per un lavoro di uguale valore rappresenta una componente centrale della parità dei sessi e per attuarlo meglio, dal 1° luglio 2020 le aziende con 100 o più lavoratori devono eseguire un'analisi della parità salariale all'interno dell'azienda. Questo è quanto prevede la LPar in conformità con la decisione del Parlamento del 14 dicembre 2018.
Le aziende hanno tre obblighi: il primo consiste nell'analizzare se all'interno dell'azienda sussistono disparità salariali sistematiche inspiegabili tra donna e uomo, il secondo nel far verificare l'analisi da un organo indipendente e il terzo nell'informare i lavoratori sul risultato dell'analisi.
Sulla base dei risultati di uno studio esterno, nel suo rapporto sul bilancio intermedio dell'attuazione dell'obbligo della parità salariale, l'UFG conclude che più della metà delle aziende non adempie alle proprie responsabilità. Il Consiglio federale ha annunciato tale bilancio al Parlamento nelle sue risposte a diversi interventi parlamentari che chiedono di aumentare l'efficacia della LPar. Nella seduta del 7 marzo 2025, l'Esecutivo ha preso atto del risultato di questo bilancio intermedio. Lo studio esterno cita come possibili ragioni la mancanza di consapevolezza del problema, la scarsa conoscenza degli obblighi legali o l'assenza di sanzioni in caso di mancata attuazione.
Il Consiglio federale intende adottare la valutazione d'impatto già alla fine del 2027
Una valutazione d’impatto delle disposizioni della LPar mostrerà se l’obbligo legale di analizzare la parità retributiva contribuisce a ridurre le differenze salariali. Il Consiglio federale intende procedere a questa valutazione quanto prima e ha quindi deciso di presentare il relativo rapporto già alla fine del 2027, invece che nel 2029 come inizialmente previsto. Tale valutazione permetterà di stabilire se saranno necessarie ulteriori misure per garantire la parità prevista dalla Costituzione federale.