Settore
Istruzione
Genere
Uomo
Base legale
Legge federale sulla parità dei sessi
Parole chiave giuridiche
Ambito • Indennità
Ambito
Diritto privato
Decisioni
1 Decisione 2019
Decisione passata in giudicato
Zurigo Caso 424

Discriminazione nella mancata assunzione di un educatore infantile

DTF 6B_69/2019 dell’04.11.2019 – ricorso in materia penale

Art. 173, 174, 198 CPS – querela per calunnia e molestie sessuali – obbligo di indagine dell'autorità; anche riprese audiovisive possono avere carattere molesto se la vittima le percepisce direttamente

Una canzone secondo cui una donna deve il suo successo in politica a favori sessuali offerti a colleghi rappresenta un’affermazione di fatto che può nuocere alla sua reputazione. Di conseguenza, è possibile provare che tale affermazione è contariara al vero. Anche registrazioni audiovisive possono costituire molestia sessuale, qualora vengano percepite direttamente dalla vittima. Nel settembre 2014 un gruppo di musicisti pubblicò un album, in internet, contenente una canzone con insulti e parole di contenuto sessuale nei confronti di una politica svizzero tedesca. L’istanza di primo grado aveva condannato i musicisti unicamente per ingiuria (art. 177 CPS – Codice penale svizzero), l’istanza di secondo grado per diffamazione (art. 173 CPS). Il Tribunale federale rinvia la causa all’istanza inferiore perché chiarisca se si tratta di calunnia (art. 174 CPS). L’affermazione secondo cui una donna attiva in politica deve il suo successo alla sua disponibilità sessuale nei confronti di alcuni uomini politici è un’affermazione di fatto. Di conseguenza, l’autorità penale può portare la prova che questa affermazione è contraria vero. In tal caso, che gli autori vanno condannati non solo per diffamazione, ma per calunnia (consid. 1). Il Tribunale federale conferma per contro il proscioglimento dei musicisti dall’accusa di molestie sessuali (mediante parole) (art. 198 cpv. 2 CPC). E’ vero che una molestia sessuale può realizzarsi anche in assenza di presenza fisica, tramite internet. Tuttavia, è necessaria una percezione diretta. Nel caso concreto, gli accusati non si erano indirizzati alla querelante, ma a un pubblico critico nei suoi confronti. Non hanno mai cercato di far avere la canzone rispettivamente il video alla diretta interessata, che ne ha preso conoscenza soltanto un anno e mezzo dopo la sua pubblicazione in internet. Manca pertanto il criterio della percezione diretta. (consid. 2) Pubblicazione della sentenza sul sito del Tribunale federale: bger.ch Direkter Zugang zur Medienmitteilung vom 20. November 2019: bger.ch Accès direct au Communiqué de presse du 20 novembre 2019: bger.ch

Categorie: Molestie, CPS Origine: http://sentenzeparita.ch/2019/11/04/dtf-6b_69-2019-dell04-11-2019-ricorso-in-materia-penale/

Sviluppo del procedimento

04.11.2019
Die Schlichtungsbehörde erzielt einen Vergleich
Ein Kindererzieher bewirbt sich bei einer Kinderkrippe. Obwohl er die erforderliche Ausbildung mitbringt und ihm mitgeteilt wird, dass seine Unterlagen sehr vielversprechend wirkten, erhält er eine Absage. Momentan wolle man keinen männlichen Mitarbeiter einstellen. In anderen Kinderkrippen seien männliche Kindererzieher sexuell übergriffig geworden. Deshalb seien teilweise auch die Eltern nicht erfreut, wenn ihre Kinder von einem männlichen Mitarbeiter betreut werden. Ausserdem könne die Kinderkrippe den Mitarbeiter aufgrund der beschränkten Mittel nicht in einem allfälligen Rechtsstreit mit den Eltern unterstützen.
Der Kindererzieher macht vor der Schlichtungsbehörde eine Entschädigung von CHF 13'500 (entsprechend drei Monatslöhnen) wegen diskriminierender Nichtanstellung geltend.

Die Schlichtungsbehörde geht von einer Anstellungsdiskriminierung aus (Art. 3 GlG).

Die Parteien einigen sich auf eine Entschädigung von CHF 8'000.

Schlichtungsbehörde nach Gleichstellungsgesetz, Verfahren 16/2019